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Roiate

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Si ritiene che fosse abitata prima della fondazione di Roma e che fosse una base degli Equi per le spedizioni contro i Romani.

Il suo territorio montano offriva una discreta e unica visibilità sulla piana latina verso sud e sul territorio delle popolazioni erniche. Numerosi sono i resti di insediamenti montani e mura poligonali dell’età del ferro riferibili al controllo dei percorsi montani legati alla transumanza. L’attuale abitato, agglomerato nella tipica forma di incastellamento a doppio fuso risente nelle architetture presenti della povertà dei materiali usati tanto da non conservare resti degni di nota se non nella forma delle viuzze e delle piazzette aperte a corte chiusa. L’intero paese antico visto dall’alto rivela l’originale incastellamento su uno sperone di arenaria a forma di prua navale posto a controllo della sella che fa comunicare la valle del Sacco e quella dell’Aniene e di una delle vie della transumanza da nord a sud. La cosiddetta «sudorazione» consiste nella formazione di una serie di gocce di liquido che nascono dall’Impronta e che si raccolgono ai piedi della pietra usata come giaciglio dal Santo. Nei secoli questo liquido è stato utilizzato nella medicina popolare come ultima risorsa per i moribondi. Nel 313 Roiate entra a far parte della sede suburbicaria di Palestrina, dalla quale dipendeva per gli affari ecclesiastici, mentre per i diritti feudali soggiaceva all’abbazia di Subiaco, che esercitava la sua giurisdizione in campo civile ed amministrativo. Nel 962 Roiate fu eretto libero comune, in seguito ai servizi resi all’imperatore Ottone I, e a questo periodo risalirebbe lo stemma del gonfalone comunale. In data 11 gennaio 967, nel cosiddetto «Diploma di Ottone I» gran parte delle terre di Roiate furono confermate come beni dei monaci di Subiaco. Nel 1270 i borghi ebbero di nuovo una certa «libertà» sancita dai monaci con uno statuto, che stabiliva un’ampia autonomia comunale per quanto riguardava la vita politica, civile e amministrativa. Nel 1435 Roiate prese parte, con il comune di Affile e Ponza , alla distruzione del castello di Roccasecca, che fu assediata e conquistata per fame. Il borgo fu raso al suolo e gli abitanti deportati nei tre paesi vincitori. Sulla cima del colle dove sorgeva il castello sono visibili i resti dell’abitato e delle case rase al suolo. Da questo fatto storico nasce il detto locale: «Ponza, Afile e Rujate sò tre cani arabbiati».

Comuni confinanti: AffileArcinazzo RomanoBellegraOlevano RomanoSerrone (FR)

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