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  • Altitudine 908 m s.l.m. | Abitanti 175

Saracinesco sorge su un massiccio colle della catena dei Monti Ruffi a 908 m. sul livello del mare ed è circondato da uno splendido paesaggio naturale intatto ed incontaminato.

Il nome stesso del paese sta a rammentare le scorrerie dei Saraceni che nell’876 devastarono gran parte di quel territorio. Un manipolo di invasori, forse stanco di guerre, si rifugiò sull’altura, sotto la quale confluiscono i fiumi Licenza e Aniene, e diede vita al paese.

Quattro secoli dopo i loro discendenti costruirono un castello, di cui rimangono pochi resti, che nel Medio Evo fu degli Orsini. Sulla facciata del Comune è scolpito a bassorilievo lo stemma del paese: un castello sovrastato da due teste di Saraceni che si distinguono per il tipico turbante orientale. Tradizioni e tardi documenti attribuiscono infatti la fondazione di questo castello, al pari di Ciciliano , ad un gruppo di arabi ritiratisi sul monte dopo la sconfitta loro inflitta da Giovanni X e qui stabiliti con il consenso del pontefice. Alcuni storici avvalorano questi avvenimenti narrati evidenziando i tratti somatici degli abitanti o riscontrando fra di essi nomi di origine araba quali Almansor. Con il General Privilegio del settembre 1015, il papa Benedetto VIII, il «Monte Sarracenis» è confermato al Monastero. «Monte e Volubrum» risultano ancora di proprietà dell’Abbazia sublacense nel Documento 21, del 31 ottobre 1015, di papa Leone IX. Nella lapide dell’abate Umberto del 1052- 1053, murata sulla facciata della Chiesa di S.Scolastica, SARRACENISCUM figura tra i castelli soggetti al Monastero. Nel XII secolo Saracinesco passa invece in proprietà dei signori di Poli. Odone infatti, nel 1157, cedette in omaggio a papa Adriano IV i castelli di Anticoli, Poli, Faustiniano, Monte Mauro, Rocca de Nibli, SARACINESCO, Rocca de Surici e Castel Nuovo ricevendoli di nuovo in feudo, nello stesso anno, secondo la consueta forma di vassallaggio. Da Odone Saracinesco, insieme agli altri castelli, passò a Riccardo Conti seguendo alcune vicende legate a prestiti di denaro, pegni, donazioni e rivolte contro il pontefice. Saracinesco passò in seguito ai Buoccamazi. Nel 1309 figura nel testamento del Cardinale Giovanni Buccamazi. In un codice testamentario del 27 gennaio 1327 viene annullato ogni lascito fatto a S. Paolo di metà del castello di Saracinesco. Il feudo in seguito tornò agli Antiochia: in una divisione del 1466 tra i figli di Potente d’Antiochia, Mattia e Giovanni, si assegna al primo Saracinesco, al secondo Sambuci. Il 4 aprile dello stesso anno Mattia d’Antiochia cedette Saracinesco alla Camera Apostolica in cambio di una pensione annua. Il castello non passò comunque definitivamente alla Camera, infatti con istrumento Sabba Vannutius, del 20 gennaio 1507, Alessandro d’Antiochia donò Due porzioni di Saracinesco ad altri beni a Carlo d’Antiochia.

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